XXIX Dom. anno C: fiducia nella preghiera!

  
“Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?»”. (Lc 18,1-8)

Gesù ritorna sull’importanza della preghiera perseverante. Luca già ce l’aveva trasmesso con la parabola dell’amico importuno che bussa di notte. Sì, Gesù ci dice di pregare sempre: ma subito rischia di affacciarsi un pensiero che ci distoglie dalle sue parole: ma come posso pregare sempre? Ho da fare! E poi chi ce la fa? La parola “sempre”, in greco, è pantotè, e significa sia “sempre” e sia “per qualsiasi necessità”; aggiungendo “senza stancarsi mai”, Gesù ci dice di non smettere, di insistere. D’altronde quando ci serve qualcosa che riteniamo importante, alle persone siamo capaci di fargli “una testa così”!...

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