XXXIII Dom. anno C: ansia per il futuro!

« Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, disse: "Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta". Gli domandarono: "Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?". Rispose: "Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine". Poi diceva loro: "Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita» (Lc 21,5-19).

Gesù in questa penultima domenica del tempo ordinario ci insegna a leggere e vivere la nostra storia alla luce del mistero della sua morte e risurrezione. Siamo infatti in cammino non tanto verso la fine, ma verso il fine della nostra storia umana, verso il suo compimento, quando Gesù tornerà nella gloria e consegnerà il regno nelle mani del Padre, e avranno inizio, come dalle doglie di un parto, i cieli nuovi e la terra nuova! Ci troviamo nel Tempio. I discepoli ne ammirano estasiati la bellezza. Gesù guarda più lontano e non preannuncia solo la fine del tempio (che effettivamente sarà incendiato dai romani nel 70 d.C. e distrutto nel 135 d.C.), ma di tutto, poiché tutto ha un inizio e una fine. I discepoli sono un po’ sconcertati: ma perché deve finire così? Quando accadrà? Non c’è modo di capirne i segni premonitori, così da poterlo evitare? Gesù non soddisfa questi pruriti di curiosità...

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