II Dom. t.o.: io quali peccati faccio!
«Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: «Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me». Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: «Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo». E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio» (Gv 1,29-34).
Giovanni Battista vede Gesù venire verso di Lui. Non lo ha mai visto; illuminato dallo Spirito Santo, grazie al suo rapporto con la parola di Dio (cfr Gv 1,33), riconosce che proprio quell’uomo che ha davanti è il Salvatore e ci rivela la Sua divinità: questi è l’agnello di Dio, colui che esiste da prima di me (è il Preesistente, colui che esiste da sempre) ed è colui che battezza in Spirito Santo, lo Spirito di Dio, cosa che può fare solo Dio! Un Dio però diverso dalle nostre attese: «Il più grande peccato dell’uomo è l’orgoglio, causa prima della nostra infelicità, che ci fa allontanare da Dio e dal nostro prossimo. Per questo Dio venendo al mondo ha preso la strada letteralmente opposta: quella dell’umiltà». Soffermiamoci sul primo termine: Gesù è l’agnello di Dio! ...



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