I Dom. t.o.: uno di noi ...

 

«Allora appare Gesù dalla Galilea al Giordano presso Giovanni, per essere battezzato da lui. Ma Giovanni lo impediva dicendo: Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me? Rispondendo però Gesù gli disse: Lascia, per ora: così infatti conviene che noi compiamo ogni giustizia. Allora lo lascia. Non appena fu battezzato, Gesù salì dall’acqua, ed ecco si aprirono per lui i cieli, e vide lo Spirito di Dio discendere come colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che dice: “Questi è il Figlio mio, il prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3,13-17).

Ecco all’inizio della missione di Gesù; dopo 30 anni di vita nascosta, si manifesta a tutti, ed è Dio Padre stesso a dirci chi è, attraverso una voce che secondo molti studiosi fu udibile per tutti i presenti: Questi è il Figlio mio, l’amato, in cui ho posto il mio compiacimento! E chi è questo Figlio di Dio, della stessa natura del Padre? È il Dio-con-noi che si mette in fila insieme a quelli tentano di convertirsi, andando a farsi battezzare da Giovanni: non un lontano despota, ma un Dio umile, che sin dall’inizio si è immerso nelle nostre vicende, si è fatto uno di noi, abbassandosi, umiliandosi per dirci quanto ci ami e quanto valiamo per Lui! Quello di Giovanni era un battesimo di conversione, diverso dal nostro: non c’era ancora lo Spirito Santo che toglieva i peccati e trasformava i cuori, rendendoli Sua dimora, ma era un segno che esprimeva la volontà di voler cambiare vita, di voler ritornare sulla via giusta, quella di Dio, pentendosi per tutti i propri peccati ...

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