Pentecoste anno A: lo Spirito Santo spinge ad uscire ...

 

«La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!» . Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi» . Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». (Gv 20,19-23)

La Pentecoste non è la fine del tempo di Pasqua, ma il suo fine: Gesù muore e risorge per donarci lo Spirito Santo, la vita di Dio, per farci vivere già ora secondo il cielo! Immaginiamo gli Apostoli la sera dell’Ascensione di Gesù, quando si sentirono dire: Andate in tutto il mondo, predicate il mio Vangelo, fate discepoli, battezzate, insegnate… (cfr Mt 28,19). Quei poveri uomini avranno pensato: sì, ma come facciamo? Da dove partiamo? Ma chi ci crederà? E chissà, magari ricordavano anche le parole di Gesù: Vi perseguiteranno per causa mia... se hanno odiato me, odieranno anche voi… Insomma, c’era di che spaventarsi, o comunque, di sentirsi inadeguati. I discepoli avevano paura, una paura che nasceva dal sentirsi piccoli per realizzare un’impresa tanto grande. Perciò, memori della promessa di Gesù ...

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