Dom. XXXII sett. anno A: Dedicazione della basilica Lateranense: il mio cuore è un mercato?
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò
a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse:
«Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».
Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero
allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai
risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e
credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. (Gv 2,13-22)
Oggi celebriamo la festa della dedicazione della basilica lateranense, la più antica e la prima in dignità delle chiese d’Occidente. Potremmo chiederci: ma a noi che dice questa festa? Tante cose. Anzitutto questa basilica è stata la prima chiesa pubblicamente consacrata: prima di allora, per quasi tre secoli dalla sua nascita, la religione cristiana è stata perseguitata dall’impero romano con tantissimi martiri e celebrazioni nascoste nelle catacombe. L’editto di Costantino nel 313, imperatore convertitosi al cristianesimo, segna la svolta ...
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