IV Dom. Quaresima anno B: la gioia del cristiano!
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». (Gv 3, 14-21)
In questa domenica della gioia, Gesù parlando a Nicodemo ci rivela l’infinito amore che Dio ha per noi: Nell’antica legge l’uomo poteva dubitare se Dio l’amasse con tenero amore; ma dopo che l’abbiamo veduto morire su d’una croce, come possiamo dubitare? Alziamo gli oc-chi e guardiamo Gesù vero Figlio di Dio che pende inchiodato da quel patibolo… Quella croce, quelle piaghe, dice s. Bernardo, ben gridano, e ci fanno sapere che egli veramente ci ama!(S. Alfonso). La gioia del cristiano è proprio qui: pensare e credere che Dio ci ama sempre di un amore sconfinato, che ci fa superare ogni prova, che riempie i nostri vuoti, cancella ogni nostro peccato, e ci sospinge con entusiasmo verso un cammino nuovamente sicuro e lieto (san Giovanni Paolo II). Ora, questo amore infinito possiamo lo possiamo ac-cogliere o rifiutare: qui c’è la nostra grandezza e la nostra povertà, qui c’è un vaglio, un giudizio, anzi, il vero giudizio: accettare o rifiutare Cristo...



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