V Dom. di Pasqua (B): rimanere in Lui!

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così ne-anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». (Gv 15,1-8)

Siamo alla quinta domenica del tempo di Pasqua, nella quale Gesù ci rivela la profonda unione che siamo chiamati a vivere con Dio. Per farcelo capire usa l’immagine della vite e dei tralci. La vite nell’AT è figura del popolo d’Israele, curato con amore da Dio (Is 27,3.5), ma che spesso non ha portato se non tralci degeneri e frutti acerbi (Ger 2,21). La novità nelle parole di Gesù è che ora la vite vera è Lui stesso e il Padre è il contadino che la cura. Noi suoi discepoli, quindi la Chiesa, siamo i tralci. La vite vera è Gesù, cioè la vita viene da Dio: per aver in noi questa vita di Dio, questa “linfa immortale”, bisogna esserGli uniti come i tralci alla vite. Sul piano spirituale, la linfa è la vita divina che ci è stata data con il battesimo, lo Spirito Santo. Questa è un’unione più profonda di quella tra madre e figlio nella gravidanza. Tra madre e figlio scorre lo stesso sangue; il respiro e l’alimentazione della madre passano nel figlio. Ma il figlio non muore se si distacca dalla madre, anzi, per vivere a un certo punto deve farlo. muore se resta unito alla madre più tempo del normale. Nel nostro caso, è il contrario: il tralcio non porta frutto e muore se si stacca dalla vite con il peccato grave. Ecco perché, se non ci confessiamo da tanto, possiamo avere tutto, ma abbiamo l’impressione di un vuoto interiore: è perché siamo senza questa vita, e ci manca sempre qualcosa!...

Commenti

Post più popolari