Trinità - anno B: vivo nella Trinità?

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Mt 28,16-20)

Eccoci alla festa della SS. Trinità, che con l’incarnazione di Gesù, vero Dio e vero uomo, è uno dei due misteri centrali della nostra fede cristiana. Secondo molti la Trinità è una dottrina astrusa e lontana dalla vita: invece ci dice che il nostro Dio non è un Dio “spray”, è concreto, non è un astratto, ma ha un nome: «Dio è amore». Non è un amore sentimentale, emotivo, ma l’amore del Padre che è all’origine di ogni vita, l’amore del Fi-glio che muore sulla croce e risorge, l’amore dello Spirito che rinnova l’uomo e il mondo (papa Francesco). E ci chiama ad entrare in questo amore, che è la vita eterna, per donarlo a nostra volta agli altri. La parola “Trinità” nella Bibbia non c’è, ma serve per esprimere una verità: che Dio è uno e trino, cioè un solo Dio in tre persone: Padre e Figlio e Spirito Santo. Ma questa cosa l’ha inventata qualcuno? Ad esempio un prete o un filosofo? No, non l’ha inventata nessuno; d’altronde, chi poteva pensare una cosa tanto… impensabile?

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