XIII sett. T.O. anno B : Alzati!

In quel tempo, essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare. Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva». Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male». Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?».  Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!». E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!». Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare. (Mc 5,21-43)
 
Ecco Gesù alle prese con il mistero della sofferenza e della morte. Due scene forti e ricche di spunti. Una folla attornia Gesù: in mezzo a tanti che lo acclamano e lo toccano con superficialità, ecco una donna che da dodici anni perde sangue, perde vita: potremmo dire che ha una ferita aperta, insanabile; in più, questo le comporta, secondo la legge biblica (Lev 15,25) l'impurità rituale e sociale: cioè era vietato ogni contatto umano con lei. Ma la speranza in Gesù la spinge a toccarlo anche se di nascosto: se solo toccherò il suo mantello, sarà guarità e ottine la guarigione. Il suo tocco pieno di fede non passa inosservato; Gesù avverte una forza uscire da sè e la donna guarisce. Si, la nostra fede ci "attira" la grazia e la benedizione di Dio! Ma Gesù non vuole che tutto si esaurisca in un semplice miracolo ottenuto e che lui rimanga per questa donna una specie di santgone: vuole che quella fede ancora in germe, diventi uan fede limpida e pinena in Lui. Gesù la cerca tra lo stupore dei suoi che non capiscono:  lei viene fuori, tremante e trepitante, e gli si getta ai piedi, proclamando  pubblicamente il miracolo e soprattutto il suo aver avuto fiducia in Gesù...

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