XIV sett. T.O. anno B: pregiudizi ...
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto
il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo
rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che
sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti
dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il
fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle
non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando (Mc 5,21-43).
Gesù sta stupendo le folle con il suo insegnamento e ha compiuto prodigi inauditi (dalla tempesta sedata alla risurrezione della figlia di Giario…). Ora Gesù ritorna nella sua patria, a Nazareth dove è cresciuto e di sabato, nella sinagoga, insegna. I suoi concittadini sono stupiti dalla sua sapienza, e non riescono a capacitarsi di come sia possibile: non riescono ad andare oltre quello che pensano di sapere di Lui e così si scandalizzano di Lui! Letteralmente lo skandalon è la pietra che fa inciampare il viandante, figura di un dubbio, di un ostacolo a credere. Qual è questa pietra che fa inciampare i suoi concittadini? Semplice: lo stato di vita di Gesù. Gesù non ha alle spalle una brillante carriera accademica, non appartiene a una famiglia nobile ma al livello sociale più basso e alla quotidianità più comune; sua mamma è una semplice donna di pae-se; Giuseppe, suo papà (custode) non è citato, forse perché già morto; i suoi fratelli e sorelle (termine che nel mondo semitico indica la parentela prossima, i cugini) sono gente comune del paese. Gesù non è sposato, non è un intellettuale ma ha sempre fatto un lavoro manuale, il tekton, cioè il falegname-carpentiere… giusto per capirne la considerazione dell’epoca, è curioso notare che nell’antico Egitto esisteva la “satira dei mestieri”...
Gesù sta stupendo le folle con il suo insegnamento e ha compiuto prodigi inauditi (dalla tempesta sedata alla risurrezione della figlia di Giario…). Ora Gesù ritorna nella sua patria, a Nazareth dove è cresciuto e di sabato, nella sinagoga, insegna. I suoi concittadini sono stupiti dalla sua sapienza, e non riescono a capacitarsi di come sia possibile: non riescono ad andare oltre quello che pensano di sapere di Lui e così si scandalizzano di Lui! Letteralmente lo skandalon è la pietra che fa inciampare il viandante, figura di un dubbio, di un ostacolo a credere. Qual è questa pietra che fa inciampare i suoi concittadini? Semplice: lo stato di vita di Gesù. Gesù non ha alle spalle una brillante carriera accademica, non appartiene a una famiglia nobile ma al livello sociale più basso e alla quotidianità più comune; sua mamma è una semplice donna di pae-se; Giuseppe, suo papà (custode) non è citato, forse perché già morto; i suoi fratelli e sorelle (termine che nel mondo semitico indica la parentela prossima, i cugini) sono gente comune del paese. Gesù non è sposato, non è un intellettuale ma ha sempre fatto un lavoro manuale, il tekton, cioè il falegname-carpentiere… giusto per capirne la considerazione dell’epoca, è curioso notare che nell’antico Egitto esisteva la “satira dei mestieri”...



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