XIX Domenica T.O. anno B: il pane !

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». 
(Gv 6,41-51)

Siamo ancora nella sinagoga di Cafarnao. Gesù ha appena detto di essere Lui il pane vivo disceso dal cielo. E i giudei mormorano: ma che dice? come fa ad essere lui il pane del cielo? E poi lui viene dalla terra: conosciamo i suoi genitori! Mormorare è il verbo biblico tipico dell’incredulità di Israele nel deserto durante la marcia dell’Esodo: esprime crisi della fede, dubbio, lamentosa sfiducia. Vocaboli che esprimono l’atteggiamento di chi si appiglia a tutto, anche alla banalità, pur di non aprirsi alla fede. Gesù sente attorno a sé fredda ostilità e scetticismo: è l’atteggiamento dell’Israele incredulo del deserto che ora si rinnova. Gesù anzitutto dice loro: non mormorate. Vale per tutti, sempre! Come a dire: non chiacchierate tra voi e dentro di voi, non riempitive di vuote parole, non fermatevi a ciò che pensate di sapere e non assolutizzate i vostri dubbi che spesso sono solo una scusa perchè non ci si vuole aprire alla Verità. Non è infatti uno sforzo personale di interpretazione delle sue parole che le farà comprendere, ma una chiamata del Padre: «nessuno può venire a me se il Padre che mi ha mandato non lo attira» (cf. Mt 16,17). E come sta scritto: tutti saranno ammaestrati da Dio. Sì, per andare oltre questa incredulità è necessario aprirsi all’azione del Padre che ci istruisce agendo nell’intimo del cuore, chiamandoci ad una libera risposta: ma quante volte, per paura di cambiare o per orgoglio preferiamo non scendere nel cuore e diciamo “no” a priori, nascondendoci dietro banali pregiudizi...

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