XVIII sett. T.O.- anno B: io ci perdo?
In
quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e,
gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa
devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi
chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non
uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non
frodare, onora tuo padre e tua madre”». Egli allora gli disse: «Maestro,
tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò
lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi
quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».
Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato;
possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi
discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare
nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù
riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È
più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel
regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere
salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma
non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». (Mc 10,17-30)
Gesù è in cammino e un tale gli si fa
incontro. E’ uno che crede in Dio e nella risurrezione futura e ha un desiderio
grande: ottenere la vita eterna, la comunione piena con Dio. Ma egli pensa sia
qualcosa da meritare, non un dono; e soprattutto ha un problema: è ricco di sé
stesso e attaccato ai beni. Gesù lo capisce e lo rimanda ai comandamenti che
riguardano le relazioni col prossimo; è qui infatti un concreto banco di prova
per capire se amiamo Dio: «Come puoi dire
di amare Dio che non vedi, se non ami il tuo fratello che vedi?» (1Gv 4,20).
Questo tale dice che li ha osservati sin
dalla giovinezza, ma sente che gli manca qualcosa. Gesù ne ammira la buona
intenzione e «fissatolo lo amò»; l’amore
di Dio è la chiave per capire e vivere la proposta di Gesù: «Se vuoi essere perfetto và, vendi quello
che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi». Gesù gli indica la via più
alta, la via della perfezione, la via dell’amore; dare tutto e donarsi fino in
fondo. Non basta non rubare, ma dare del proprio; non basta non tradire, ma
donarsi sempre più nella fedeltà… Questa parola è per tutti, non solo per i
consacrati: vivere rapporti veri, amare sul serio, significa darsi totalmente e
questo vale sia con Dio sia con gli altri. Chi mai sposerebbe qualcuno non disposto
a condividere tutto e a stare insieme per sempre?...



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