XXXI Dom. T.O.- anno B: tutti santi!
In quel tempo,
vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui
i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri
in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel
pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la
terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno
saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri
di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno
chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è
il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e,
mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi
ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. (Mt 5,1-12)
Oggi celebriamo la festa di tutti i santi, la festa della Chiesa celeste e trionfante, dei nostri fratelli e sorelle vittoriosi che splendono nel paradiso come luci e che con la loro vita ci dicono: Coraggio, vale la pena fidarsi del Signore, Lui non delude mai! Essere santi è il desiderio più profondo che abbiamo, quel desiderio di bellezza, di bene, di gioia, di eternità che abbiamo dentro; la santità è l’ essere inabitati da Dio, avere il Suo Spirito in noi. D’altronde per questo Gesù si è fatto uomo: per donarci lo Spirito Santo e introdurci nella vita della SS. Trinità, per divinizzarci. I santi hanno davvero lasciato operare Dio nella loro vita, gli hanno lasciato “il posto che gli spetta” e Dio ha fatto in loro le Sue meraviglie. I santi sono stati uomini e donne che hanno trasmesso attorno a loro gioia e amore, che non si sono accontentati del poco, vivacchiando secondo il mondo, ma vivendo alla grande, da figli di Dio!Dunque, per non vivacchiare, Gesù nel Vangelo Gesù ci traccia il suo “programma di felicità”: le beatitudini. Sono davvero paradossali: felice chi è povero, chi piange, chi desidera giustizia, chi sopporta, chi perdona…. Ora, o Gesù è Dio e ha l’autorevolezza di parlare così o è un matto tremendo: non possiamo restare indifferenti!...
Oggi celebriamo la festa di tutti i santi, la festa della Chiesa celeste e trionfante, dei nostri fratelli e sorelle vittoriosi che splendono nel paradiso come luci e che con la loro vita ci dicono: Coraggio, vale la pena fidarsi del Signore, Lui non delude mai! Essere santi è il desiderio più profondo che abbiamo, quel desiderio di bellezza, di bene, di gioia, di eternità che abbiamo dentro; la santità è l’ essere inabitati da Dio, avere il Suo Spirito in noi. D’altronde per questo Gesù si è fatto uomo: per donarci lo Spirito Santo e introdurci nella vita della SS. Trinità, per divinizzarci. I santi hanno davvero lasciato operare Dio nella loro vita, gli hanno lasciato “il posto che gli spetta” e Dio ha fatto in loro le Sue meraviglie. I santi sono stati uomini e donne che hanno trasmesso attorno a loro gioia e amore, che non si sono accontentati del poco, vivacchiando secondo il mondo, ma vivendo alla grande, da figli di Dio!Dunque, per non vivacchiare, Gesù nel Vangelo Gesù ci traccia il suo “programma di felicità”: le beatitudini. Sono davvero paradossali: felice chi è povero, chi piange, chi desidera giustizia, chi sopporta, chi perdona…. Ora, o Gesù è Dio e ha l’autorevolezza di parlare così o è un matto tremendo: non possiamo restare indifferenti!...



Commenti
Posta un commento