XXXIII set. T.O.- anno B: la fine o il fine?


In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina; così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre. Vegliare per non essere sorpresi (Mc 13,24-32)

Siamo ormai giunti alla conclusione dell’anno liturgico e ci prepariamo al tempo dell’avvento, tempo che ci allena nell'attesa della seconda venuta del Signore nella gloria; il brano di oggi ci introduce a questo. Gesù ci parla delle cose “escatologiche”, cioè relative alla fine. Chiariamoci: noi rischiamo di leggere questo Vangelo con gli occhi della nostra cultura, cioè in una chiave paurosa, di fantascientifica distruzione di tutto… e invece Gesù ne parla in termini meravigliosi per liberarci proprio da questo affanno: quando tutto è sconvolto e sta per finire, proprio lì arriva Lui per fare qualcosa di meraviglioso! Se siamo nella sua amicizia, nel bene, perché dovremmo temere? Gesù nel Vangelo ci parla in primo luogo del compimento della sua vicenda personale: da una situazione di tribolazione, ovvero la sua passione e morte, a una meravigliosa novità, la sua risurrezione! Questi eventi descritti sono segno di un capovolgimento della sorte: è finito un mondo, se ne inaugura uno nuovo; è finito il mondo del male e della morte e inizia il mondo di Dio, il regno dell’amore! Teniamo conto che quando si parla di fine del mondo, noi pensiamo subito alla fine di tutto; ma nella Bibbia si ragiona con categorie diverse, più concrete: spesso per fine del mondo si intende la fine di un mondo particolare, di una epoca precisa, di una cultura. Poi Gesù apre le nostre menti al compimento della storia e del cosmo intero, del quale non annuncia tanto la distruzione, quanto il compimento: alla fine dei tempi, quando tutto sta per distruggersi e finire, proprio lì si vedrà il Signore glorioso venire sulle nubi per fare una cosa meravigliosa: trasfigurare tutto il creato e renderlo eterno, separando definitivamente il bene dal male...

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