II sett. avvento- anno C: abbatti l'orgoglio!
Nell’anno quindicesimo [...] mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il per-dono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!» (Lc 3,1-6)
Il Vangelo di oggi inizia con una dettagliata ricostruzione storico-geografica dell’evangelista Luca: ma a che serve? Semplice: a farci capire che Gesù non è un mito o un’idea, ma un personaggio storico; noi crediamo nel fatto che Dio si è fatto uomo in questo nostro mondo, che come un seme è “caduto” nella storia per trasformarla e salvarla: Non stiamo per vivere un’esperienza ineffabile e intimista, ma stiamo per vedere l’irruzione del divino all'interno dei giorni e delle strade degli uomini. Come diceva un filosofo cristiano: i due mondi dell’uomo e di Dio, della terra e del cielo in Cristo sono entrati in collisione non però per un’esplosione bensì per un abbraccio! (G. Ravasi). Sì, noi non crediamo in una teoria astratta né parliamo di aria fritta, ma in fatti concreti e veri! L’elenco in questione ci mostra i “potenti” del tempo sui loro troni, compresi i capi religiosi; e la parola di Dio invece dove “scende”? Nel deserto, su Giovanni, l’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento, su un uomo “povero” e in cammino, libero da tanti attaccamenti. Questo cosa ci dice? Che Dio vuole parlare con noi, ma non può farlo se il nostro cuore ha già “altri signori”, se è pieno di altri interessi: solo se siamo poveri Dio ci può parlare. Il deserto nella Bibbia è un luogo di prova e di intimità con Dio; è un luogo scarno, essenziale, dove all'uomo manca tutto, dove non ha sicurezze; già la parola stessa deserto, dal latino diserere significa abbandonare, slegare: la Parola di Dio dunque trova spazio in me se sono slegato dalle cose e dai piaceri del mondo! Abbiamo bisogno, specialmente in questo tempo di Avvento, di fare un po’ di deserto, di staccarci un po’ da TV, PC, tablet, i-phone… e stare un po’ in intimità con Dio, meditando la Sua Parola, lasciando che Lui parli al nostro cuore. Ma noi spesso non abbiamo il coraggio di fare silenzio. Spegnere per un po’ il cellulare, per alcuni, che fatica! Ma perché? Perché abbiamo paura di scendere in noi stessi riconoscendoci per quello che siamo, di lasciare che Dio ci parli pensando che ci freghi...



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