II Dom. T.O.- anno C: il "fai da te"!


In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che ave-vano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui» (Gv 2,1-12).

Quello di Cana è il primo dei segni di Gesù, tutti gli altri scaturiscono da questo: Gesù si presenta oggi come lo sposo venuto a portare a compimento l’alleanza tra Dio e l’uomo e finalmente l’uomo ottiene, grazie a Lui, il vino “bello”, simbolo di gioia, di amore, di abbondanza! Nella Bibbia il rapporto tra Dio e l’uomo (l’alleanza) è simboleggiato dalle nozze: Dio è lo sposo, fedele, amorevole, forte, mentre l’umanità è la sposa, ossia ciascuno di noi, chiamati ad un rapporto di intimità e di tenerezza con Lui. A Cana manca il vino; oltre a un errore di calcolo degli sposi, ci dice qualcosa di più: Il dramma d’Israele è lo stesso di ogni uomo: la mancanza di vino. Dov’è l’amore, la gioia per cui siamo fatti e di cui spesso ci sentiamo defraudati? Con Gesù, Parola diventata carne, ognuno può pregustare il vino della gioia! con questo segno Gesù non fa fatto un miracolo di guarigione, ma ci ha semplicemente salvati da quel male sottile che distrugge la nostra umanità: la mancanza di amore e di gioia (S. Fausti).Quanti adolescenti e giovani percepiscono che nelle loro case ormai da tempo non c’è più questo vino! Quante donne sole e rattristate si domandano quando l’amore se n’è andato… Quanti anziani si sentono lasciati fuori dalle feste delle loro famiglie, abbandonati in un angolo e ormai senza il nutrimento dell’amore quotidiano dei loro figli, dei loro nipoti e pronipoti! La mancanza di vino può essere anche la conseguenza della mancanza di lavoro, delle malattie, delle situazioni problematiche che le nostre famiglie in tutto il mondo attraversano (papa Francesco); o un matrimonio che entra in crisi e non sai che fare, una relazione d’amicizia che s’incrina, un sacerdozio che scricchiola… sperimentiamo quello che dice il maestro di tavola: tutti prima servono il vino buono, ma poi, con il passare del tempo, quello meno buono; nel mondo tutto all'inizio è bello, pieno di vita e di amore. Poi, se non lo alimentiamo, tutto invecchia, decade: il vino si fa sempre più scadente, viene a mancare la festa, la vita! Solo chi vive distrattamente non se ne accorge...

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